6 gen Nessun commento admin Ultime news

Uno dei punti più delicati nel calcolo della TASI riguarda il vincolo introdotto dalla legge di Stabilità n. 147/2013, relativo alla somma delle aliquote TASI e IMU. Il comma di riferimento è il 677 in base al quale “Il comune […] può determinare l’aliquota rispettando in ogni caso il vincolo in base al quale la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non sia superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile”.
La norma citata riguarda tutti gli immobili e quindi anche le abitazioni principali c.d. di lusso. La regola generale in base alla quale l’IMU non si applica alle abitazioni principali trova un’eccezione proprio negli immobili di lusso individuati dal legislatore sulla base della categoria catastale agli stessi attribuita. Si considerano tali le abitazioni classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 per le quali continuano ad applicarsi ai fini IMU le vecchie regole. In questi casi il comune potrà aver deliberato (ai fini IMU) un’aliquota massima del 6 per mille e il possessore potrà fare valere (automaticamente) la detrazione di 200 euro. Invece è stata completamente eliminata la detrazione prevista (in passato) di 50 euro per ogni figlio convivente (e residente) fino a 26 anni di età.
Tuttavia, anche con riferimento alle abitazioni principali di lusso troverà applicazione il predetto vincolo.
Ad esempio se il comune dovesse aver deliberato ai fini IMU un’aliquota pari al 4 per mille, l’aliquota TASI deliberata non potrà superare il 2 per mille. In tale ipotesi la limitazione sarebbe automatica in quanto il comune avrebbe così raggiunto il massimale del 6 per mille. Analogamente, se l’aliquota IMU deliberata fosse pari al 5 per mille, il comune potrà aver deliberato ai fini della TASI l’1 per mille.
L’unica possibilità di superare il vincolo riguarda esclusivamente l’anno 2014. I comuni potrebbero aver deliberato un’addizionale della TASI pari allo 0,8 per mille al fine di riconoscere ai possessori dell’abitazione principale un’apposita detrazione (di importo variabile per ogni comune). L’addizionale può essere imposta, a scelta dei comuni, sugli immobili diversi dall’abitazione principale, oppure anche sull’abitazione principale.
Tornando ai due esempi precedenti, il limite massimo potrebbe raggiungere la soglia del 6,8 per mille. Conseguentemente nel primo caso la TASI potrebbe raggiungere l’aliquota del 2,8 per mille (con l’IMU al 4 per mille) e nel secondo caso dell’1,8 per mille (con l’IMU al 5 per mille).
Se il comune si orientasse per l’aliquota massima ai fini IMU del 6 per mille, potrebbe al massimo applicare l’addizionale della TASI dello 0,8 per mille. Viceversa qualora il comune avesse ritenuto opportuno non riconoscere alcuna detrazione ai fini della TASI sulla prima casa, il nuovo tributo sarà pari a zero avendo lo stesso ente già raggiunto il massimale con l’applicazione dell’aliquota IMU al 6 per mille.
La stessa sorte è riservata alle pertinenze (C/2, C/6 e C/7) che, se asservite all’uso di un fabbricato di lusso, si considerano anch’esse immobili di lusso.
Il comune potrà applicare l’IMU fino ad un massimo del 6 per mille con l’applicazione (ai fini della TASI) del vincolo ora descritto. Continua ad applicarsi senza eccezioni la regola in base alla quale la natura pertinenziale (ai fini del trattamento agevolato) può riguardare esclusivamente una pertinenza per ciascuna categoria catastale.
Ad esempio, se il contribuente possiede due pertinenze (due box auto), una delle due pertinenze sarà assoggettata all’IMU sulla prima casa (essendo accessoria ad un immobile di lusso) con l’applicazione del predetto vincolo. La seconda pertinenza sarà soggetta all’applicazione dell’aliquota IMU sulle seconde case (solitamente ben più elevata). In tale ipotesi (sulla seconda pertinenza) l’aliquota TASI sarà di fatto inferiore. Infatti, per effetto del ricordato vincolo la TASI colpisce in maniera più incisiva le abitazioni principali rispetto agli altri immobili che hanno già scontato l’IMU in misura ben superiore.